Inchiesta RdD. UniversitĂ  italiane, lo scandalo delle borse di studio fantasma

Inchiesta RdD. UniversitĂ  italiane, lo scandalo delle borse di studio fantasma

 

“Noi “poveri” studenti fuorisede, sradicati dalle nostre città e abitudini, spinti dalla voglia di studiare e crescere culturalmente (… ok, a volte non solo culturalmente), ci siamo trasferiti in città dove i corsi di studi e le opportunità sembravano migliori, finiamo costretti a trovare lavoretti totalmente casuali che spesso e volentieri si rivelano semplicemente una perdita di tempo.
Ma che cosa ci promettono i tanto rinomati Atenei sui quali facciamo affidamento e per i quali sacrifichiamo una comoda casa e dei buonissimi pasti cucinati con amore, nonché ore dedicate alle pulizie domestiche (spesso rese peggiori da coinquilini non troppo “civilizzati”)?
Le BORSE DI STUDIO.
Nel mio caso la città in questione è Milano. Sono una studentessa del corso di laurea in lingua inglese della facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, avanti di un anno rispetto ai miei coscritti.
In questa città, conosciuta per affitti e prezzi proibitivi, nel mio piccolo sono riuscita a strappare un “affarone” per un’abitazione degna di questo nome.
Fino all’anno scorso condividevo 55mq di camera da letto in comune, salotto, una cucina di 2mq e bagno con un’altra ragazza al simpatico prezzo di 400€ al mese ciascuna più una media di bollette intorno ai 30/40€ a testa al mese (chiaramente la casa non era fornita di riscaldamento, e non avevamo una connessione internet), a 10 minuti a piedi dall’università, zona che si è poi peraltro rivelata affatto tranquilla e totalmente sconnessa dal resto della città durante gli orari del giorno non lavorativi. Quest’anno la liberazione: a soli 15-20 minuti di metropolitana dall’università, in una zona verde e ben collegata, sono finalmente riuscita ad avere la mia camera singola, rinunciando al salotto, in una casa divisa con altre due persone (e riscaldata!!!!), a 480€ al mese escluse tutte le spese, un prezzo direi ottimo.
Contando tutte le spese tra cui internet, gas ed elettricità, la spesa al supermercato, i costi “universitari” (approfondirò dopo la questione), la benzina e autostrada per la macchina per fare avanti e indietro quando voglio tornare nella mia ridente cittadina (o il treno, l’eterna ferita degli studenti pendolari e fuorisede), un paio di bottiglie di vino e una pizza al mese rigorosamente A CASA (dopo tutte queste spese i soldi per uscire sono un bel sogno), penso che la mia vita costi attorno ai 900€ al mese, mese più mese meno.
Un prezzo di vita folle per chiunque, e assicuro che sono una grandissima risparmiatrice. Mi sono proibita le discoteche, massimo una volta ogni due mesi, spendendo massimo 20/25€ a serata (significa taxi+ingresso senza bere nulla, quindi la spesa minima), mi sono proibita le cene fuori e mi sono proibita di bere qualcosa se vado in un bar, meglio bere prima e dopo a casa.
Passiamo ora alle già menzionate spese UNIVERSITARIE. Quindi si tratta di materiali, fotocopie, libri, STAMPE (per gli architetti come me è una spesa immensa, approfondirò), i pasti (almeno 5€ di pasto FUORI dai bar del Politecnico o dalle mense) per ogni giornata di lezione che duri più di 6 ore (mediamente 3-4 giorni su 5), per non parlare della retta universitaria.
Ok, la retta universitaria. Un giovane con un minimo reddito alle sue spalle, che vive per conto suo ha il diritto di accedere alla fascia minima. Pagare solo gli 842€ di prima rata a settembre per iscriversi all’anno accademico. Per chi invece non è così fortunato e risulta ancora spesato dai genitori, o è alla sua seconda laurea, la retta può arrivare fino a 4800€ (sempre se non si è fuoricorso).
I materiali. Per noi architetti i materiali sono qualcosa di fondamentale: modellini in continuazione, strane composizioni che cercano di spiegare i nostri concetti e quant’altro richiesto dalle menti del docente di turno. L’ultimo modellino che ho consegnato ad un esame (che era anche il secondo presentato per il corso in questione, visto che ne hanno richiesti due in due scale diverse durante i sei mesi) è costato all’incirca 100€, senza contare tutti gli strumenti utilizzati che già possedevamo.
Le stampe in grandi formati. In alcune università, come quella di Brescia, le stampe sono possibili tramite meccanismi gestiti con tesserini per studenti (da quel che so comprando una risma di carta A4 si ottiene un certo numero di stampe da plotter) o addirittura gratuite. Al politecnico no, perché le copisterie sono il loro business maggiore tant’è che servono ore di coda e cartellini a mò di banco dei salumi al supermercato per accedere ai tanto desiderati plotter. Per un foglio A1, il formato principalmente utilizzato, si va dai 4 agli 8€ al foglio, a colori (chiaramente se non porti dei bellissimi fogli colorati all’esame puoi accontentarti di qualche punto in meno), per quelli in bianco e nero scovando i posti si possono spendere anche solo 2€ in qualità bozza, da utilizzare durante tutto il resto del semestre per permettere a professori e tutor di pasticciare sul tuo lavoro durante le revisioni. Sempre per l’ultimo esame in questione ho speso ben 95€ di stampe, considerando che ho rifiutato il voto per avere qualcosa in più si è dimostrato proibitivo ambire a ottimi punteggi.
Lascio perdere tutte le varie spese di cd, computer di un certo livello che chiaramente servono, ecc ecc… (potrei parlarne per ore)

Insomma, il Politecnico di Milano non ci facilita proprio nulla, e qui comincio la vera e propria questione, le fantomatiche BORSE DI STUDIO FANTASMA.
A gennaio dell’anno scorso, dall’alto della mia media del 28.5 nel mio bellissimo corso di studi totalmente insegnato in lingua inglese e del mio punteggio medio-alto al test di ingresso (altra questione, sulla nostra laurea questo piccolo dettaglio non è minimamente menzionato), trovo il bando di una borsa di studio per merito per studenti fuorisede di 4200 e rotti €, 20 borse di studio tra tutti gli studenti del primo anno meritevoli tra le facoltà di architettura e design. Finalmente una boccata d’aria!!! (specialmente dopo aver trascorso l’inverno in una casa non riscaldata)
Mi iscrivo, invio tutti i moduli richiesti (il contratto di locazione non era tra questi), e aspetto pazientemente il 16 febbraio, data nella quale dovremmo ricevere una mail che ci avviserà della nostra posizione in graduatoria. Ogni giorno dal 16 febbraio per le successive due settimane prendo il mio computer e vado in università, accedo alla connessione ad internet (almeno quella è fornita) dell’università, visto che a casa non ce l’avevo, e controllo la posta e il sito. Niente da fare, nessuna mail e nessuna notizia della tanto sperata borsa di studio, invio una mail non risposta, al che capisco che nessun premio mi fosse stato assegnato, e decido di rinunciare. Una settimana o poco più tardi, mi connetto nuovamente e… TA-DAH! Ecco le graduatorie! Inserite nella sezione NEWS del sito, differentemente da come anticipato, con una mail che richiedeva di inviare nel termine di 5 giorni il contratto di locazione per avere il credito accreditato. Io rientro nella graduatoria, sono ottava, ma il termine è scaduto venerdì ed è lunedì. Mi precipito con telefonate e mail, invio subito una copia del contratto, muovo addirittura mia madre per cercare di risolvere qualcosa.
Vengo sfortunatamente rimbalzata, ma mi promettono il posto in un ripescaggio che avverrà a breve per riassegnare le borse di studio non assegnate (come la mia, perché chiaramente, non è che l’abbia presa qualcun altro). E il ripescaggio non avverrà mai.

Arriviamo a luglio. Entro il 10 di agosto bisogna sottoporre la domanda per la borsa di studio “base” fornita dal Politecnico di Milano, corredata da buoni pasto (fantastico!), di oltre 4000€ per studenti fuorisede, circa 3000€ per studenti pendolari e circa 2000€ per studenti in sede. Compilo la domanda su internet, che richiede anche dati riguardanti il contratto di locazione in caso di studenti fuorisede (finalmente li chiedono prima!) e dichiarazione ISEEU per la fascia di reddito per l’anno accademico (ma non ve l’avevo già mandata a dicembre?!?!?). Invio tutto, aspetto pazientemente fino a ottobre per le graduatorie provvisorie, comunico di aver cambiato casa ed invio i moduli del nuovo contratto di locazione, e mi ritrovo inserita nella graduatoria per studenti PENDOLARI. Ma io non vi ho mandato i dati del mio contratto?! E non vi ho allegato sia il contratto durato fino al 30 settembre, che quello cominciato il 1 ottobre 2012? In più, nonostante la mia dichiarazione ISEEU, rientro in fascia 4 di reddito (normalmente rientro nella fascia 2, la più bassa). Chiedo spiegazioni e rinvio tutta la documentazione. Riguardo alla situazione da fuorisede mi viene risposto immediatamente dicendo che era tutto a posto ed era stato corretto, nulla riguardo alla dichiarazione ISEEU. Rimando i moduli 3 volte, e continuo a chiedere se fossero corretti, nessuna risposta. All’uscita delle graduatorie definitive risulto sì studente fuorisede ma ancora in fascia 4 di reddito. Al che telefono a questa nuova figura introdotta appena dopo l’uscita delle graduatorie, il “difensore degli studenti”, che cordialmente mi spiega che la dichiarazione ISEEU inviata non era corretta ma ne serviva una dell’anno solare 2012 e non dell’anno accademico 2012. Allora io dico, in tutte queste mail “Scusate, invio ancora, forse non è stata ricevuta, dichiarazione ISEEU per conferma”, non potevate dirmelo? E soprattutto, chi è che entro il 10 di agosto avrebbe pensato di dover mandare la dichiarazione dei redditi dell’anno corrente, quando normalmente va inviata entro dicembre? Il dubbio era lecito e nessuno ha mai risposto. Così io mi sono trovata, ancora una volta, senza un soldo con tutte le mie spese.

Ma finalmente è gennaio di nuovo!!!!! Stavolta la borsa di studio per merito la prendiamo. 
20 borse di studio per merito da spartire tra tutti gli studenti fuorisede degli anni successivi al primo delle facoltà di Architettura e Design (quindi non so quante migliaia), stavolta di 3200€ (da detrarre poi l’8% di tasse che chiaramente dobbiamo pagare). Invio come al solito tutta la documentazione e aspetto pazientemente, controllando OGNI sezione del sito e continuando ad inviare mail (senza mai nessuna risposta), con il mio contratto di locazione ben pronto per l’invio, nella speranza di essere tra quei 20 studenti. E ci sono, sono stavolta decima tra tutte quelle migliaia, invio finalmente il mio contratto di locazione e vengo assicurata che entro un mese esatto dalla pubblicazione delle graduatorie (il 12 marzo 2013) riceverò il mio premio per merito.
Durante l’attesa continuo a controllare la mail per qualunque aggiornamento, per sicurezza. Dopo qualche giorno ci viene sollecitato di controllare che le modalità di pagamento inserite nei nostri dati siano corrette, e così è.
Il lunedì esattamente prima dell’inizio delle ferie pasquali (l’ultimo giorno di lezione sarebbe stato mercoledì), alle ore 18.00, ricevo una mail, che leggerò FORTUNATAMENTE la mattina dopo, nella quale veniva richiesto di compilare un modulo mancante entro e non oltre le successive 24 ore altrimenti, causa la chiusura pasquale, l’università non sarebbe stata in grado di inviare le borse di studio assegnate. Di nuovo fortunatamente, martedì mattina è la mia mattinata libera, raccolgo tutte le informazioni ed invio il modulo, attendendo con ansia l’arrivo del premio. Il giorno 12 aprile, scadenza ultima dell’arrivo della borsa, arriva una mail da una gentilissima signora addetta a comunicarci le brutte notizie (la stessa che l’anno scorso aveva assicurato a mia madre un ripescaggio), nella quale ci veniva comunicato che il ragioniere sostenesse di non poter inviare le borse di studio, e che quindi ci sarebbero arrivate entro la fine del mese di aprile.
Oggi, scadenza ultima di questa proroga, la mia borsa di studio non è sul mio conto e non è nemmeno in arrivo, in quanto la banca notifica sempre quando una borsa di studio sta per arrivare. Ho inviato l’ennesima mail, chiedendo spiegazioni del ritardo e chiedendo come mai l’anno scorso mi fossero state chiuse le porte in faccia per due giorni di ritardo. Speriamo finisca bene e possa tornare ad avere fiducia dell’università italiana (….. mmmmh).

Intanto i miei cari amici olandesi mi guardano dall’alto del loro “stipendio mensile” che la loro nazione gli concede ogni mese, in base al reddito (ma anche chi rientra nella fascia massima ne ha diritto, di importo ridotto), per essere andati a studiare all’estero.

 

Ps: apro la mail oggi e leggo: “il Collegio di Milano, riservato ai migliori studenti di tutte le Università milanesi, apre il nuovo bando di ammissione per l’a.a. 2013-2014. In base al Suo curriculum studiorum, Lei ha i requisiti per candidarsi.”. Dotato di palestra, pulizie settimanali, camere singole, corsi extracurricolari di lingue e quant’altro, incontri con esperti nei propri settori, placement lavorativo… Tutto “offerto”, alla modica cifra di 800€ al mese.”

 

 

Silvia Sanasi 

Articolo originale pubblicato il 6 Maggio 2013

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